Lo stress è la risposta dell’organismo davanti a situazioni che comportano delle “esigenze” difficili da compiere per la persona, cioè, la persona vede la necessità di mettere il corpo in allerta per poter superare la situazione.
Che un evento sia interpretato come stressante dipende dall’evento per se, ma anche da come sia valutato; gli stressori possono essere cambiamenti negativi (divorzio, malattie, morti di familiari …) o positivi ( trasloco, matrimonio, nascita di un figlio …). Anche situazioni estreme come quelle che si vivono in una guerra, o quando si sopravvive a una grande catastrofe. Ma di solito gli eventi che possono alterare l’equilibrio emozionale, sono quelle situazioni in cui lo stress si mantiene in modo costante, come ad esempio sostenere il ritmo delle nostre rutine quotidiane: lavoro, studio, casa, educazione dei figli ecc.
¿Come influisce lo stress nel nostro organismo?
Dapprima si pensava che l’attivazione psicologica era uguale in tutti i casi, ma studi posteriori hanno evidenziato che ci sono diversi assi nel nostro corpo che si attivano dipendendo dal caso.
Secondo lo schema di Carrobles i meccanismi responsabili della risposta di stress sono:
1) Asse neurale
È quello che scatta in modo immediato in tutti i casi, provoca un aumento nell’attività del sistema nervoso simpatico (SNS), che provoca un aumento della frequenza cardiaca, vasocostrizione dei vasi sanguinei cerebrali e vasodilatazione dei vasi muscolari. L’attivazione del SNS di solito non comporta disturbi psicosomatici, perche il corpo non è in grado di mantenerla a lungo. L’unico problema che sì può provocare viene dalla tensione muscolare che crea, se la tensione si mantiene a lungo potrebbe creare qualche disturbo, ma solo in casi in cui l’attivazione dell’asse neurale sia molto intensa oppure se esiste una sensibilità previa.
2) Asse Neuroendocrino
Per arrivare ad attivarsi ci vogliono delle condizioni di stress mantenute, quando scatta il midollo e le ghiandole surrenali si attivano e liberano adrenalina e noradrenalina; questo contribuisce a creare una risposta simile a quella del SNS, però più lenta e stabile nel tempo. Perciò, quando questa asse si attiva ci prepara per una intensa attività fisica, è per questo che l’attivazione sorge quando si pensa di poter agire in qualche modo per controllare l’evento stressante, sia scappando o mettendosi in moto per affrontare quel che richiede l’ambiente.
3) Asse Endocrino
Quando questa asse si attiva si producono molti effetti sull’organismo, i più importanti sono: un aumento delle produzione di glucosio, irritazione gastrica, aumento della produzione di urea, aumento della ritenzione di sali nei reni, con la conseguente ritenzione idrica, per incrementare i depositi di glicogeno in sangue. Gli effetti più importanti sono relativi alla diminuzione delle difese e alla sintomatologia gastrointestinale.
Per arrivare all’attivazione di questa asse ci vogliono situazioni stressanti che si prolungano, ma a differenza del precedente, l’asse endocrino si attiva nei casi in cui la persona crede di non avere controllo sulla situazione e quindi può solo sopportare lo stress.
Perciò le risposte fisiche di fronte allo stress e gli organi che si attivano dipendono dal tipo di stressore, ma anche da come sia valutata la situazione. Mantenere la risposta di stress una volta è scattata dipenderà da se l’individuo vede la situazione come stressante e fa qualcosa per risolverla. Quando l’evento stressate finisce, con o senza l’intervento della persona, finisce l’attivazione.
Allo stesso modo che ogni persona ha un modo particolare di confronto psicologico davanti a eventi stressanti, anche il corpo ha un modo di rispondere che si chiama stereotipia di risposta, cioè, l’organismo si attiva in modo praticamente identico quando si crede di essere davanti a una situazione di stress.
Se l’attivazione fisica è eccessiva, molto frequente, o molto intensa, gli organi implicati potrebbero esaurirsi per non avere un tempo di ricupero, producendo una diminuzione delle risorse e creando un disturbo psicosomatico:
Cefalee: Tensive (dovute a tensione muscolare), vasomotorie
(dovute a problemi vascolari) ed emicranie.
Problemi dermatologici: Prurito, dermatiti, acne, alopecia...
Problemi muscolari: Contratture muscolari, spasmi...
La terapia cognitivo-comportamentele si centra in diverse aree:
Come si è evidenziato gli aspetti psicologici sono molto importante per arrivare all’attivazione fisica di stress e anche interferiscono su quali assi vengono attivati dal corpo.
Dipendendo da ogni caso, si cerca di procurare le strategie di raffronto dello stress più efficaci, o si cerca di valutare la possibilità di fare cambiamenti per diminuire il numero di stressori; così si riesce a non sottoporre il corpo a uno stato continuo di allerta. In tutti i casi si lavora in modi diversi, ma con un obbiettivo comune, aumentare la qualità di vita e diminuire gli effetti negativi che le emozioni stanno avendo sul corpo.