Le sedute sono diverse secondo l’obbiettivo prestabilito in ognuna di esse, in genere c’è molta differenza tra i colloqui dell’assessment e le sedute terapeutiche. Nell’assessment la seduta é un’intervista in cui si indaga sulla ragione per cui si richiede l’attenzione, sono colloqui in cui il paziente parla e procura informazione per planificare la terapia. Nelle sedute terapeutiche si lavora assieme al paziente, il lavoro consiste in un allenamento per capire come modificare i pensieri che causano i disturbi, altre volte si imparano strategie concrete. Sono colloqui didattici in cui lo psicologo insegna come mettere in pratica le diverse tecniche, perciò si serve di esempi della vita del paziente.
Lo psicologo mi dirà quel che devo fare?
La nostra dinamica di lavoro nei confronti del paziente è attiva, perciò lui sempre sceglie con libertà, lo psicologo soltanto insegna e spiega quel che conosce, che cosa sta provocando il disturbo e come possiamo cambiarlo. Ma il paziente è sempre libero e indipendente, infatti lo scopo é che impari a gestire le proprie emozioni e a decidere senza il bisogno di consultare con lo psicologo ogni decisione della sua vita.
Quanto durano le sedute?
Di solito le sedute sono di un’ora, in casi puntuali se decide assieme di programmare colloqui più lunghi.
Quanto dura la terapia?
I periodi di tempo dipendono dal caso e da quanto tempo è che si sono presentati i sintomi, se si interviene il piú presto possibile di solito le terapie sono più brevi. Di solito la terapia cognitivo-comportamentale è tra le più brevi, generalmente va dai 3 ai 6 mesi, ma in disturbi concreti può allungarsi di piú. La collaborazione e implicazione dei pazienti nella terapia è fondamentale per ottenere risultati in poco tempo.
Come si fa a lavorare sui pensieri?
Lungo l’assessment e la terapia chiediamo al paziente di stare attento ai pensieri che ha quando si sente male, lungo le sedute apriamo un dibattito su questi pensieri e altri che compaiano durante la discussione, il dibattito consiste in questionare la verità e l’utilità di queste idee; se si conclude che non sono realisti cerchiamo alternative di pensiero, e per rinforzare il nuovo modo di pensare diamo compiti da fare dopo la seduta.
Si imparano altre tecniche lungo la terapia?
Di solito sì, le tecniche usate dipendono dagli obbiettivi concreto di ognuno, ma cerchiamo sempre che, una volta finita la terapia, il paziente sappia come lavorare sui pensieri che gli colpiscono di piú e essendo capace di affrontare le situazioni che gli provocano ansia. Quindi le tecniche principali sono il dibattito dei pensieri e le esposizioni graduali. Altre tecniche sono l’allenamento in assertività e abilità sociali.
Sono necessari i farmaci? Nel centro mi possono ricettare farmaci?
Nel nostro studio siamo tutti psicologi, quindi non siamo autorizzati né a ricettare farmaci, né a stabilire come si devono prendere. Generalmente per le caratteristiche delle nostre terapie i farmaci non sono necessari, ma nei casi in cui lo consideriamo conveniente lo facciamo sapere al paziente e lo deriviamo da uno psichiatra, che può orientare sul farmaco e dose adeguata.
Sto già prendendo psicofarmaci. Posso iniziare una terapia?
Non c’è nessun inconveniente nel complementare la terapia farmacologica con altre alternative, anche se uno sta prendendo psicofarmaci può iniziare una terapia con noi.